URL SEO: trattini o underscore? Cosa dice Google
Google ha aggiornato la guida sugli URL: meglio i trattini degli underscore. Ecco come scrivere URL SEO chiari e quando conviene cambiarli senza rischi.
- Autore
Luca Avallone- Data di pubblicazione
- Tempo di lettura
- 7 min di lettura

Articolo redatto con il supporto dell'intelligenza artificiale e verificato sulle fonti ufficiali indicate in fondo alla pagina.
Negli URL SEO meglio i trattini o gli underscore? Google ha risposto in modo esplicito: il 23 ottobre 2026 ha aggiornato la sua guida sulla struttura degli URL per chiarire che, per separare le parole, consiglia i trattini (-) e non gli underscore (_). Per chi sta progettando un sito, un e-commerce o una landing page è un'indicazione semplice da applicare subito; per chi ha già migliaia di pagine online, invece, serve prudenza prima di cambiare tutto.
In sintesi
- Cosa è successo: il 23 ottobre 2026 Google Search Central ha aggiornato le best practice sulla struttura degli URL per chiarire come separare le parole, con trattini e non underscore.
- Perché: secondo Google i trattini segnalano chiaramente il confine tra due parole, mentre gli underscore sono usati di solito per tenere insieme concetti, come nei nomi delle funzioni nei linguaggi di programmazione.
- Cosa non dice: Google non parla di penalizzazioni per chi usa gli underscore; è una raccomandazione per rendere gli URL più leggibili da persone e motori di ricerca.
- Cosa fare: usa i trattini su tutte le pagine nuove; cambia gli URL esistenti solo con un piano di redirect 301 pagina per pagina.
URL SEO, trattini o underscore: cosa ha cambiato Google
La guida "URL structure best practices for Google Search" è la pagina di Google Search Central che spiega come costruire indirizzi che Googlebot possa scansionare senza problemi. Nel registro degli aggiornamenti della documentazione, alla data del 23 ottobre 2026, Google indica di aver chiarito le regole sulla separazione delle parole, con trattini e underscore a confronto.
Il testo ora è netto. Google raccomanda di separare le parole negli URL quando possibile e, in particolare, di usare i trattini al posto degli underscore, perché aiutano utenti e motori di ricerca a riconoscere i concetti contenuti nell'indirizzo. La spiegazione è storica: l'underscore è il carattere che i programmatori usano per unire parole che devono restare insieme, come format_date, mentre il trattino indica in modo chiaro dove finisce una parola e ne inizia un'altra.
La guida sconsiglia anche di scrivere le parole tutte attaccate. Ecco la differenza in pratica:
- Consigliato:
/scarpe-running-donna - Sconsigliato:
/scarpe_running_donna - Sconsigliato:
/scarperunningdonna
Le altre regole per URL SEO chiari
La stessa pagina di Google riassume altre buone pratiche che vale la pena ripassare, soprattutto se stai lavorando a un nuovo sito o a un restyling.
Parole descrittive nella lingua del pubblico
Google consiglia parole leggibili al posto di lunghi numeri identificativi e parole nella lingua di chi cerca. Per un pubblico italiano, quindi, /servizi/web-design è meglio di /index.php?id=42&area=3. Secondo la guida, nei link i caratteri non ASCII, come le lettere accentate, vanno codificati in percentuale.
Pochi parametri e attenzione a maiuscole e minuscole
I parametri che non cambiano il contenuto (ID di sessione, codici di referral, ordinamenti) andrebbero eliminati quando possibile. Google ricorda anche che gli URL sono sensibili alle maiuscole: /APPLE e /apple per Google sono due indirizzi diversi. Se il tuo server li tratta allo stesso modo, conviene uniformare tutto in minuscolo.
Niente frammenti per cambiare contenuto
Google in genere non supporta i frammenti, cioè la parte dopo il #. Se una pagina cambia contenuto con JavaScript, Google indica di usare la History API invece di URL come example.com/#/prodotti. È un punto da controllare nei siti costruiti come single page application.
Filtri ed e-commerce: il rischio degli URL infiniti
Tra i problemi più comuni Google cita i filtri combinati (colore + taglia + prezzo), che generano moltissime pagine quasi uguali, e i calendari dinamici con link infiniti. Per i negozi online con navigazione a faccette Google rimanda a una guida dedicata alla gestione della scansione di questi URL: è un tema che tocca da vicino chi lavora sull'ottimizzazione di un e-commerce Shopify o su un catalogo WooCommerce.
Conviene cambiare gli URL con underscore già online?
Qui serve una distinzione. La raccomandazione di Google riguarda come costruire bene un URL, non è un invito a rifare gli indirizzi di un sito che funziona. Ogni cambio di URL è a tutti gli effetti una piccola migrazione: Google stesso, nella guida sugli spostamenti di sito con modifica degli URL, avvisa che la visibilità nella Ricerca può oscillare temporaneamente mentre le nuove pagine vengono riscansionate.
Il nostro consiglio, da applicare caso per caso:
- Pagine nuove: da oggi usa sempre trattini, minuscole e parole descrittive. Non costa nulla.
- Pagine esistenti con buon traffico: se gli underscore sono pochi e le pagine portano visite e vendite, valuta di lasciarli dove sono o di cambiarli solo in occasione di un redesign già previsto.
- Restyling o migrazione: se stai già cambiando piattaforma o struttura, è il momento giusto per sistemare anche gli URL, con una mappa completa vecchio → nuovo.
Come cambiare gli URL senza perdere posizioni
Se decidi di intervenire, Google indica alcuni passaggi chiave nella sua documentazione sugli spostamenti di sito:
- Prepara una mappa di ogni vecchio URL verso il nuovo equivalente.
- Imposta redirect permanenti lato server (301 o 308), diretti alla pagina finale e senza catene lunghe.
- Non mandare tutti i vecchi URL alla home page: ogni pagina deve puntare alla sua versione nuova.
- Aggiorna link interni, tag canonical e sitemap con i nuovi indirizzi e invia la sitemap in Search Console.
- Mantieni i redirect a lungo: Google indica in generale almeno un anno.
Su Shopify, quando modifichi l'URL di una pagina, la guida ufficiale indica che puoi creare un reindirizzamento URL: controlla sempre che sia stato creato davvero. Se vuoi approfondire la parte tecnica, leggi anche la nostra guida a schema markup e SEO tecnica su Shopify e quella su come posizionare uno store Shopify su Google.
Perché gli URL contano anche per la ricerca con l'AI
Un URL chiaro non è un fattore magico, ma è un segnale di ordine. Le pagine con indirizzi leggibili sono più facili da capire, da condividere e da citare: vale per gli utenti, per Google e anche per i sistemi di ricerca con l'AI che mostrano i link alle fonti. Insieme ai controlli su cosa condividere con Google, di cui abbiamo parlato nell'articolo su robots.txt e addestramento AI, la struttura degli URL fa parte delle basi tecniche che un sito professionale dovrebbe avere in ordine. È anche uno dei primi aspetti che curiamo nei progetti di web design e di funnel e landing page.
Domande frequenti
Google penalizza gli URL con underscore?
No, la guida di Google non parla di penalizzazioni. Raccomanda i trattini perché segnalano meglio il confine tra le parole e aiutano utenti e motori di ricerca a riconoscere i concetti nell'URL.
Devo rinominare subito tutti gli URL del mio sito?
Non necessariamente. Ogni cambio di URL richiede redirect 301 e può causare oscillazioni temporanee nella Ricerca. Conviene farlo nelle pagine nuove e, per quelle esistenti, durante un restyling o una migrazione già pianificati.
Meglio URL corti o lunghi?
Google consiglia URL descrittivi, con parole leggibili e meno parametri possibile. Un buon URL descrive la pagina in poche parole separate da trattini, senza numeri inutili o parametri che non cambiano il contenuto.
Gli URL devono essere in minuscolo?
Per Google gli URL sono sensibili alle maiuscole, quindi /Pagina e /pagina sono indirizzi diversi. Usare sempre il minuscolo evita duplicati e confusione.
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Se stai progettando un nuovo sito o un e-commerce, o vuoi capire se gli URL attuali ti stanno creando problemi di scansione, possiamo fare un controllo insieme e indicarti cosa conviene cambiare e cosa no. Richiedi un preventivo e raccontaci il tuo progetto.
Fonti: Google Search Central, URL structure best practices; Google Search Central, registro degli aggiornamenti della documentazione; Google Search Central, spostamento di un sito con modifica degli URL; Shopify Help Center, URL redirects.
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